di
Danilo Taino
L’Argentina si prepara a diventare il paradiso dell’intelligenza artificiale. Il presidente argentino sta aprendo l’economia del Paese agli investimenti in Ai come nessun altro
Occorre essere in due per ballare il tango. E possibilmente stare in Argentina. Javier Milei e Peter Thiel sembrano la coppia perfetta per indicare in quale direzione va oggi il mondo dell’innovazione, in particolare l’intelligenza artificiale e i data center che la accompagnano. Buenos Aires (ma non solo) è la milonga in cui danzano. Il presidente argentino sta aprendo l’economia del Paese agli investimenti in Ai come nessun altro governo fa. Per parte sua, l’imprenditore che ha fondato il gruppo Palantir ha preso casa a Palermo Chico, il quartiere probabilmente più esclusivo di Buenos Aires. Si sono visti alla Casa Rosada, la sede della presidenza, e— ha voluto ricordare Milei — si è trattato di un incontro tra due anarco-capitalisti. Sullo sfondo del legame, però, non c’è solo la vicinanza ideologica: ci sono anche gli affari e c’è la necessità dei grandi gruppi americani dell’Ai di trovare luoghi e idee con cui fare business. Thiel ha registrato i suoi figli in una scuola in città e dice che, oltre ad avere un governo massimamente liberale, l’Argentina è uno dei posti in cui rifugiarsi nel caso di catastrofe nucleare (oltre che americano, è anche cittadino neozelandese e ha pure chiesto il passaporto a Malta).
















