Il presidente argentino propone Buenos Aires come mecca di un'intelligenza artificiale senza lacci e lacciuoli. Un gioco di specchi tra encicliche e rivoluzioni. Giuliano Noci (PoliMi): "Serve una governance multilaterale, il dialogo tra Usa e Cina va in questa direzione. Milei fa marketing politico, ma non ha nulla da vendere"
È probabile che il progetto del presidente argentino Javier Milei di trasformare l’Argentina nel catalizzatore globale dell’intelligenza artificiale rimanga un sogno nel cassetto, la fantasticheria di un leader libertario che incarna una visione estrema di integralismo digitale. Ma non ci sono dubbi sul fatto che la sua agenda – sintetizzata in un intervento pubblicato sul Financial Times – sia indicativa della posta in gioco della rivoluzione che l’AI porta con sé.






