Quando ho parlato al Forum economico mondiale di Davos, a gennaio, ho lanciato un allarme, dicendo che un giorno i governi avrebbero potuto riconoscere la personalità giuridica ai modelli d’intelligenza artificiale. Non avrei mai immaginato che quel giorno sarebbe arrivato appena quattro mesi dopo.
Il 7 giugno sul Financial Times il presidente argentino Javier Milei ha annunciato la creazione di una nuova categoria giuridica per le aziende non umane che, come quelle tradizionali, potranno godere degli stessi benefici della personalità giuridica. Avranno il diritto di possedere beni, assumere dipendenti, operare nel commercio internazionale, citare persone in tribunale e perfino fare donazioni a sostegno di campagne politiche. E saranno in grado di fare tutte queste cose senza l’intervento di nessun essere umano. Le decisioni riguardanti acquisti, vendite, assunzioni, investimenti, contenziosi e donazioni potranno essere prese dall’ia. “La partecipazione di azionisti umani”, ha scritto il presidente argentino, “sarà possibile, ma non necessaria”.
Le aziende non umane avranno tutti gli strumenti per sfruttare al meglio i cavilli legali per ridurre i costi. E non sarà facile impedirgli di compiere attività del tutto illegali










