Pubblicato il: 21/06/2026 – 6:53

di Giorgio Curcio

LAMEZIA TERME «Questo tavolo di mafia è il famoso tavolo Vestiti, Santo Crea, Castiglia, Amico e i Nicastro». È la fotografia consegnata ai pm dal nuovo collaboratore di giustizia William Alfonso Cerbo sugli equilibri interni alla presunta coalizione criminale al centro del processo “Hydra”, il maxi procedimento della Dda di Milano sulla rete mafiosa attiva in Lombardia, alle battute iniziali nell’aula bunker milanese ma già destinato a un’istruttoria imponente. Davanti ai pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, Cerbo parla da imputato in procedimento connesso. Conferma la volontà di collaborare, richiama i precedenti interrogatori e si presenta come soggetto in grado di riferire sui fatti contestati nel procedimento Hydra e su ulteriori vicende di cui sarebbe a conoscenza. La sua figura è una delle più delicate del processo. Catanese, già giudicato in primo grado nel troncone definito davanti al gup di Milano, Cerbo è tra i collaboratori che la Procura intende valorizzare per ricostruire dall’interno rapporti, alleanze, garanzie e fratture della presunta coalizione. Ed è proprio nel suo racconto che il “tavolo” assume un significato più ampio: non soltanto un punto di incontro tra soggetti criminali, ma il luogo delle legittimazioni.