Collaboratori di giustizia che, dimenticati i buoni propositi, tornano in quel mondo criminale, dove furono killer spietati per conto dei boss, unendosi in un vero clan. Decisamente un inedito per le inchieste di mafie. Succede in Lombardia, tra Busto Arsizio e Legnano. Non solo, il “clan dei pentiti”, assieme alla famiglia gelese dei Nicastro, secondo i pm, legata al clan Rinzivillo e ai Madonia, viene messo in correlazione con un omicidio di lupara bianca. Insomma mica poco. A svelare per la prima volta queste inquietanti dinamiche è William Cerbo detto Scarface, braccio finanziario dei catanesi Mazzei, uomo di punta del Consorzio di mafie, e oggi collaboratore di giustizia considerato attendibile dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano. L’indagine è Hydra che grazie al lavoro del pm Alessandra Cerreti e dei carabinieri del Nucleo investigativo di via Moscova, ha svelato il nuovo sistema mafioso lombardo. Dirà Cerbo in un recentissimo verbale davanti ai magistrati: “Giocattolo è uno spietato killer del clan Cappello, oggi presente a Busto Arsizio, collaboratore di giustizia. Pluriomicida, non so quanti omicidi ha fatto, ed era libero. E si vocifera che avevano fatto una coalizione con i Nicastro. Quindi c’era anche lui dietro. Dietro il collaboratore c’era un altro collaboratore. Si parla del gruppo dei pentiti, dice ‘o’ zio se lo fecero i pentiti’. A Milano si erano fatti un gruppo a sé e facevano paura”.
Hydra, i NIcastro e il "clan dei pentiti". Una nuova pista per la lupara bianca di Tano U Curtu. "Ora tutti insieme fanno i malandrini"
Nuove rivelazioni nell'inchiesta Hydra. Parla il pentito William Cerbo e svela l'ipotesi del coinvolgimento di un gruppo di ex collaboratori di giustizia assieme al clan dei gelesi nell'omicidio di Gaetano Cantarella, referente lombardo del clan Mazzei di Catania









