Sono i pentiti dell’inchiesta Hydra ad aver svelato ai magistrati come funzionava il “sistema mafioso lombardo”. Tra le rivelazione anche i legami con la politica: “Coordinavo in Sicilia il partito dell’ex sindaco di Verona Flavio Tosi”, spiega il pentito Gioacchino Amico, rappresentante del gruppo criminale Senese.

Droga, ma anche società per riciclare soldi illeciti, estorsioni e quella importante fetta di fedelissimi fatta da professionisti e politici. C'è tutto il copione della criminalità organizzata nel "sistema mafioso lombardo", quello svelato dall'inchiesta Hydra della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano e che ha già visto 62 condanne con rito abbreviato e in queste settimane nell'aula bunker del carcere San Vittore c'è il processo con rito ordinario di 45 imputati. In Lombardia la pax criminale fatta da esponenti di cosa nostra, ‘ndrangheta e camorra ha tenuto le redini degli affari illeciti soprattutto nella zona del Varesotto e del Milanese. Senza dimenticare quel filo ben saldo che collega il Nord al Sud, e viceversa. A svelare tutto ai pm della Dda Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane sono stati diversi pentiti del "sistema mafioso lombardo": è la prima volta che al Nord si può contare su così tanti collaboratori di giustizia. Sono loro a spiegare come, ancora una volta, venivano avvicinati politici e professionisti. Ma di quali politici parliamo?