Nuovi elementi finiscono agli atti del processo Hydra, il maxi procedimento in corso a Milano che ruota attorno al presunto sistema di alleanze tra esponenti di ‘ndrangheta, camorra e Cosa nostra. Al centro delle ultime dichiarazioni depositate dai pubblici ministeri ci sono i rapporti tra alcuni presunti referenti del clan Senese e un imprenditore svizzero che, secondo il racconto di un collaboratore di giustizia, avrebbe avuto un ruolo chiave negli affari del gruppo.Le dichiarazioni sono contenute in un verbale reso il 13 febbraio scorso da William Alfonso Cerbo, detto “Scarface”, collaboratore di giustizia già condannato con rito abbreviato nell’ambito dello stesso filone investigativo.
Il presunto ruolo dell’imprenditore svizzero
Secondo Cerbo, Giancarlo Vestiti e Antonio Sorrentino, entrambi imputati nel procedimento e ritenuti dagli investigatori vicini al clan romano dei Senese, avrebbero intrattenuto rapporti con un importante imprenditore elvetico.“Giancarlo Vestiti e Antonio Sorrentino avevano un rapporto con un imprenditore svizzero che gli consegnava somme di denaro che venivano da loro utilizzate per commettere usura”, ha dichiarato il collaboratore. Lo stesso imprenditore sarebbe stato, sempre secondo il suo racconto, “socio nelle loro attività lecite e illecite”.Le dichiarazioni sono state depositate insieme ad altri verbali del collaboratore Francesco Bellusci nel procedimento ordinario che vede alla sbarra oltre quaranta imputati.












