Maxi processo "Hydra" che si celebra a Milano sulla presunta alleanza tra Cosa Nostra, camorra e 'ndrangheta in Lombardia, i verbali dei collaboratori di giustizia aprono uno squarcio sui rapporti tra il clan camorristico dei Senese e un misterioso imprenditore svizzero, mai identificato per nome ma descritto come finanziatore e socio in affari leciti e illeciti.

A raccontarlo è William Alfonso Cerbo, detto "Scarface", uno dei pentiti del procedimento nato dall'inchiesta dei carabinieri del Nucleo investigativo e dei pm della Dda milanese Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, della procura diretta da Marcello Viola. Cerbo, già condannato a cinque anni con rito abbreviato grazie all'attenuante della collaborazione - nel filone che si è chiuso con oltre sessanta condanne - ha messo a verbale lo scorso 13 febbraio che Giancarlo Vestiti, ritenuto referente lombardo dei Senese e presunto "luogotenente" della camorra, e Antonio Sorrentino, anch'egli legato al clan, avrebbero avuto un rapporto stabile con l'imprenditore elvetico. Quest'ultimo avrebbe fornito loro somme di denaro destinate, secondo il racconto del pentito, a finanziare giri di usura e ad alimentare lo stoccaggio di merci.