Pubblicato il: 24/06/2026 – 10:52
di Giorgio Curcio
LAMEZIA TERME Tavoli di mafia, gerarchie criminali e coalizioni tra gruppi. Ma non solo. Nel racconto del collaboratore William Alfonso Cerbo c’è anche un’altra faccia della presunta rete “Hydra” ricostruita dai pm della Dda di Milano: quella dei soldi, intesi come capitali, investimenti, ma anche usura, società, beni di lusso e rapporti con un imprenditore svizzero che, secondo il pentito, avrebbe avuto un ruolo di finanziatore negli affari di Giancarlo Vestiti e Antonio Sorrentino. È uno dei passaggi più interessanti del verbale reso da Cerbo davanti ai pm della Dda di Milano Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane.
Il circuito economico
Già perché il catanese, dopo avere ricostruito la nascita della coalizione criminale e il ruolo dei gruppi che ne avrebbero fatto parte, apre una finestra sul circuito economico che, secondo la sua versione, avrebbe alimentato una parte degli affari della presunta associazione al centro del maxi processo milanese. Il nome del soggetto svizzero non viene indicato nei passaggi valorizzati dal verbale, ma il ruolo che Cerbo gli attribuisce è molto chiaro. Secondo il collaboratore, Vestiti e Sorrentino avrebbero avuto un rapporto con «un imprenditore svizzero» che avrebbe consegnato loro somme di denaro poi utilizzate anche per commettere usura. Nel racconto del pentito, l’imprenditore non sarebbe stato un semplice conoscente o un soggetto esterno, ma una figura interna agli equilibri economici del gruppo, un finanziatore capace di mettere a disposizione capitali e opportunità di investimento.











