Nelle motivazioni della sentenza, il giudice Emanuele Mancini evidenzia una struttura stabile e trasversale, capace di combinare il peso delle mafie tradizionali con un'organizzazione orientata alla massimizzazione dei profitti

È stata depositata la motivazione della sentenza emessa nell’ambito dell’inchiesta Hydra della Direzione distrettuale antimafia di Milano e dei carabinieri del Nucleo investigativo, nella quale il giudice per l’udienza preliminare Emanuele Mancini ricostruisce l’esistenza di un’associazione mafiosa operante in Lombardia.

“Una struttura stabile e trasversale”

Secondo quanto si legge nelle motivazioni, sarebbe emersa “la formazione di un sodalizio unitario, stabile e trasversale”, composto da soggetti appartenenti a ‘Ndrangheta, Cosa Nostra e Camorra, insieme ad altri partecipi privi di storici collegamenti con le organizzazioni mafiose. Il giudice evidenzia come la convergenza di interessi e il contributo derivante dall’esperienza mafiosa di alcuni componenti abbiano dato vita a una forma associativa capace di coniugare la forza delle organizzazioni tradizionali con una struttura flessibile e orientata alla massimizzazione dei profitti.

Le condizioni di assoggettamento e omertà