Dall’inchiesta Hydra della Dda di Milano e dei carabinieri del Nucleo investigativo «è emersa la formazione di un sodalizio unitario, stabile e trasversale, nel quale convergono soggetti di diversa matrice mafiosa e partecipi privi di storici collegamenti con tali organizzazioni.La convergenza di interessi tra i sodali e l’apporto, da parte di taluni, del proprio retaggio mafioso non costituiscono dati alternativi, ma elementi che si integrano reciprocamente e danno luogo a tale forma associativa, capace di sommare la forza derivante dalle mafie tradizionali con quella prodotta da una struttura flessibile, trasversale e orientata alla massimizzazione dei profitti».Inchiesta Hydra, le motivazioni della sentenza
Lo ha scritto il gup di Milano, Emanuele Mancini, in un passaggio delle motivazioni della sentenza con cui ha riconosciuto l’esistenza in Lombardia di un’associazione di stampo mafioso partecipata da esponenti di 'Ndrangheta, Cosa Nostra e Camorra. Le condizioni di assoggettamento e di omertà generate nel territorio, tra Milano e Varese, hanno avuto una duplice matrice: «Da un lato, quella derivante dai rapporti che alcuni partecipi mantengono con consorterie mafiose storiche; dall’altro, quella autonoma, sviluppata dal sodalizio in esame attraverso la convergenza operativa, la condivisione degli interessi e la capacità di esprimere sul territorio una propria forza intimidatrice».Condanne e rinvii a giudizio









