HomeMilanoCronacaProcesso Hydra, alleanza tra mafie in Lombardia per “massimizzare i profitti e governare i contrasti”Le motivazioni della sentenza con cui il gup del Tribunale di Milano Emanuele Mancini, ha condannato al termine del procedimento con rito abbreviato con 62 imputatiIl pranzo "vertice" fra boss dei clan infiltrati in Lombardia ripreso a loro insaputaRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguici Milano, 8 luglio 2026 – La "massimizzazione dei profitti" era il "vero collante" che teneva insieme esponenti di diverse associazioni mafiose in Lombardia, dove avrebbero potuto "conseguire vantaggi che, nell'ambito delle rispettive collocazioni territoriali, non sarebbero stati altrimenti raggiungibili". Sono alcuni dei passaggi delle oltre 1.800 pagine delle motivazioni della sentenza con cui il gup del Tribunale di Milano Emanuele Mancini lo scorso 12 gennaio ha condannato al termine del processo con rito abbreviato 62 imputati del processo Hydra sull'alleanza tra mafie in Lombardia.
A destra, il boss del clan camorristico "Senese" Gioacchino Amico
Il “consorzio”
Un "consorzio", come lo chiamavano i vari membri intercettati durante i summit periodici. Delle "riunioni che confermano, in modo particolarmente significativo, la trasversalità del sodalizio e la convergenza degli interessi che accomuna i suoi partecipi", scrive il gup, sottolineando che questi incontri "venivano organizzati con anticipo, così da assicurarne la partecipazione e consentire la definizione della composizione della struttura, dei ruoli e degli obiettivi del sodalizio".











