Pubblicato il: 05/07/2026 – 10:32

di Giorgio Curcio

MILANO Il processo Hydra entra nel vivo e lo farà partendo da William Alfonso Cerbo. Sarà il collaboratore di giustizia, già autore di dichiarazioni su alcuni dei capitoli più delicati dell’inchiesta, dal presunto «tavolo di mafia» in Lombardia ai rapporti tra gruppi criminali, fino al filone economico dei soldi svizzeri, ad aprire l’istruttoria dibattimentale del maxi procedimento della Dda di Milano nell’udienza del prossimo 9 luglio. È quanto emerso nell’udienza del 2 luglio, quando il Tribunale, dopo avere sciolto la riserva sulle richieste di prova, ha chiesto alla Procura quale fosse il programma per l’avvio dell’istruttoria. La risposta dei pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane è stata netta: «Il pubblico ministero inizierà l’istruttoria con l’escussione dibattimentale del collaboratore di giustizia Cerbo William Alfonso».

La richiesta della Dda

La Procura ha chiesto che Cerbo venga sentito in presenza, in aula, e non da remoto. Una richiesta formulata nella consapevolezza della disciplina prevista per i collaboratori di giustizia, per i quali l’esame si svolge normalmente a distanza, salvo che il giudice ritenga «assolutamente necessaria» la presenza della persona da esaminare. Secondo la Dda, nel caso di Cerbo quella necessità ci sarebbe. La pm ha spiegato che l’esame del collaboratore sarà «articolato» e «complicato», destinato a toccare una serie «ponderosa» di fatti e circostanze. Cerbo, imputato in procedimento connesso e già giudicato nel troncone celebrato con rito abbreviato, è stato condannato dal gup di Milano con il riconoscimento dell’attenuante della collaborazione. Da qui, per la Procura, l’esigenza di sentirlo davanti al Collegio.La pm ha sottolineato che l’escussione in presenza consentirebbe al Tribunale e alle difese di assistere direttamente alla deposizione, anche per valutarne «genuinità», «attendibilità» e «veridicità». Un passaggio che, secondo l’accusa, rischierebbe di essere penalizzato da un collegamento a distanza, tra possibili problemi tecnici, domande comprese male, necessità di rettifiche e perdita di immediatezza nel contraddittorio.