“La storia dell’inchiesta Hydra nasce dalla lupara bianca di Gaetano Cantarella e ciò dimostra che in Lombardia la mafia non è silente, ma estrinseca la sua forza con omicidi, minacce ed estorsioni”. Ha esordito così oggi il pubblico ministero Alessandra Cerreti durante l’udienza del processo Hydra sul Consorzio di mafie al Nord. E lo ha fatto mandando un messaggio ben poco indiretto al Csm che con la delibera dell’11 giugno, nell’escludere esperienze di Dda per la nomina ad aggiunti e procuratore a Milano, ha di fatto cancellato decenni di indagini definendo il territorio Lombardo non ad alta densità mafiosa.

Un vero fulmine a ciel sereno per tutta quella società civile che ogni giorno combatte la presenza dei clan sui propri territori. Una presenza affatto sporadica e che si mostra, sentenze alla mano, in ogni attività: dall’economia alla politica al divertimento e allo sport. Insomma una presenza a 360 gradi. Eppure il Csm non ritiene la Lombardia, come anche il Piemonte un’area ad alta densità mafiosa. Così ieri mattina in piazza Filangeri davanti al palazzo dell’aula bunker di San Vittore decine di sindaci, e associazioni, da Libera ad Avviso Pubblico, hanno tenuto fermo il punto contestando la decisione del Consiglio superiore della magistratura, non mancando di dare solidarietà ai pm del processo, Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, che sono stati minacciati dallo stesso Consorzio mafioso.