HomeMilanoCronacaIl processo Hydra resta a Milano. Via all’istruttoria con 500 testiL’ottava sezione penale ha respinto l’eccezione sollevata dalle difese per spostare la competenza Busto Arsizio. Cerreti: "Questa non è una mafia silente". Chiesto il deposito di intercettazioni e prove documentali.Da sinistra, Alessandra Cerreti, il procuratore capo Marcello Viola e il pm Rosario Ferracane alla maxi udienza di Hydra nell’aula bunkerRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciPrima decisione dell’ottava penale, intanto resta a Milano il maxi processo Hydra sulla alleanza tra ‘Ndrangheta, Camorra e Cosa Nostra in Lombardia, che vede imputate 45 persone. La corte presieduta da Maria Luisa Balzarotti con retta e Giulio Fanales, ha respinto l’eccezione sollevata dalle difese, secondo le quali il primo atto costitutivo dell’associazione mafiosa sarebbe avvenuto nel marzo 2021 a Dairago, comune che rientra nella competenza di Busto Arsizio. Per il collegio, in linea con la Procura, l’incontro iniziale che ha dato il via alla attività criminale del consorzio è stato nel giugno 2020 al ristorante "Sardinia" a Inveruno, hinterland Milanese. Pertanto il procedimento rimane ancorato a Milano. I giudici, che hanno rigettato quasi tutte le eccezioni, hanno però escluso per "tardività" della richiesta, la costituzione di parte civile dei comuni di Abbiategrasso e Busto Arsizio, e hanno stralciato la posizione di un imputato nei cui confronti hanno pronunciato sentenza di "non doversi procedere": l’anno scorso era già stato giudicato a Cosenza per gli stessi reati. La presidente Balzarotti ha poi dichiarato l’apertura dell’istruttoria dibattimentale e ha dato la parola ai pm della dda, Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane.