Pubblicato il: 19/06/2026 – 15:50

di Giorgio Curcio

MILANO «Non ci nascondiamo dietro un dito: sarà un’istruttoria imponente, perché imponente è stata l’attività di indagine del Pubblico ministero». È con queste parole che la pm della Dda di Milano, Alessandra Cerreti, ha introdotto nell’udienza del processo “Hydra” le richieste di prova dell’accusa. Un intervento che ha dato subito la misura del procedimento: numeri enormi, un impianto investigativo costruito nel tempo e un mosaico composto da intercettazioni, collaboratori di giustizia, persone offese, attività di polizia giudiziaria e acquisizioni provenienti da diverse procure distrettuali.

I numeri

La rappresentante dell’accusa ha parlato di 270 indagati, 203 obiettivi aperti e 2.584 attività di intercettazione, tra ambientali, telefoniche e telematiche. Numeri che, secondo la Procura, spiegano l’ampiezza dell’istruttoria che si apre davanti al Tribunale. «Perché vi do i numeri, Presidente? Per far capire che si è trattato di uno sforzo investigativo enorme, di cui dobbiamo essere grati al Nucleo investigativo dei Carabinieri di Milano», ha detto Cerreti. La lista testi depositata dall’accusa è altrettanto imponente: 484 testimoni complessivi, di cui 291 appartenenti alla Polizia giudiziaria. Solo i militari impegnati nei servizi di osservazione sono 218. Una mole che la Procura ha scelto di organizzare in tre blocchi, per rendere più leggibile il percorso istruttorio: da un lato gli investigatori, dall’altro collaboratori di giustizia, persone informate sui fatti e persone offese, infine i testi chiamati a riferire su attività compiute in altri procedimenti e poi confluite in “Hydra”.