La politica. 11 giugno 2026 alle 00:28

“Benvenuti in Usa”. I mondiali che scattano a Città del Messico si annunciano come l'edizione più contestata della storia: all'estero si continua a puntare il dito su un evento fatto a immagine e somiglianza di Donald Trump e del suo fedelissimo alleato sportivo Gianni Infantino. I francesi (L'Equipe) sottolinea quanto in molti non siano affatto i benvenuti in Nordamerica. Il Times parla di “Coppa del caos” aggiungendo che potranno emergere ulteriori criticità. Anche la stampa americana non è tenera: «La Fifa chiude un occhio sulla politica di immigrazione statunitense», scrive The Athletic. E aggiunge: «Gli indizi avrebbero dovuto essere evidenti per la Federazione, già dall'ordine esecutivo, firmato il primo giorno di ritorno alla Casa Bianca del Presidente Trump, intitolato Proteggere il popolo americano dalle invasioni». Il faro è sul tema dell'immigrazione, i divieti dei viaggio, imposti principalmente a Paesi del Medio Oriente e dell'Africa. La guerra in Medio Oriente segna naturalmente la presenza dell'Iran che giocherà la prima partita cont la Nuova Zelanda a L.A.: e da Teheran è arrivato subito un monito. «Se negli stadi dovessimo vedere una bandiera o un simbolo diverso da quello della Repubblica Islamica dell'Iran», ha detto il ministro dello Sport Donyamali, «o se venissero intonati slogan che violano le norme, il dirigente avrà il dovere di interrompere la partita».