C’è la storia dei visti infine concessi dagli Stati Uniti ai calciatori iraniani, ma non ad alcuni membri della delegazione; e l’altro visto che è stato negato all’arbitro somalo Omar Artan, pur indicato come il migliore dell’anno della Confédération africaine de football. La nazionale svizzera cui a San Diego è stata data per allenarsi un’area piena di serpenti a sonagli; e l’allarme per la minaccia dei narcos a Guadalajara. La controversia per i paventati bandi all’ingresso negli Usa di tifosi da paesi musulmani; e il tormentone sul possibile ripescaggio dell’Italia, per il dubbio sull’ingresso della nazionale iraniana negli Stati Uniti con una guerra tra i due paesi in corso, e gli allarmi sull’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo. Le proteste di massa annunciate a Città del Messico per il giorno stesso dell’inaugurazione da insegnanti, pensionati, agricoltori, sanitari, trasportatori e anche quei “colectivos de madres buscadoras” che cercano figli desaparecidos; e le polemiche negli Usa per il prezzo dei biglietti. Primi Mondiali di Calcio organizzati da tre paesi diversi – numero tre che purtroppo per gli Azzurri è ormai anche quello delle edizioni da cui sono assenti – la 2026 Fifa World Cup è già diventata un concentrato di controversie prima ancora di iniziare. Anche per il fatto di costringere a cooperare tre governi come quelli di Stati Uniti, Messico e Canada che, con Donald Trump alla Casa Bianca, hanno oggi politiche tutt’altro che convergenti.L’Austria, quarta al Mondiale del 1934 e medaglia d’argento alle Olimpiadi del 1936, fu fatta fuori il 13 marzo 1938 dall’AnschlussMa questi sono scandali che, appunto, non riguardano ancora il gioco, bensì il contorno organizzativo, soprattutto politico. Che non è poi una novità. Basta pensare ad esempio ai Mondiali in Italia del 1934, che il regime di Mussolini volle pompare come occasione di propaganda del fascismo. O alla scomparsa di una squadra nel 1938. L’Austria, quarta al Mondiale del 1934 e medaglia d’argento alle Olimpiadi del 1936, qualificatasi il 5 ottobre 1937 come vincitrice del Gruppo eliminatorio 8 contro Lettonia e Lituania, fu infatti tolta di mezzo il 13 marzo 1938 dall’Anschluss. La Svezia, che avrebbe dovuto affrontarla agli ottavi, passò dunque direttamente ai quarti. In un altro ottavo una nazionale del Terzo Reich, metà di tedeschi e metà di austriaci, affrontò la Svizzera e perse clamorosamente per 4-2, dopo essere stata in vantaggio 2-0.Ma nel 1950 le squadre in meno furono addirittura tre. L’India, in particolare, si rifiutò di far giocare con le scarpe i propri calciatori, abituati a correre a piedi nudi. La Scozia, seconda in una tradizionale British home championship che stavolta serviva anche come qualificazione ai Mondiali, aveva detto che sarebbe andata solo se avesse vinto. Al suo posto fu invitata la Francia, che però a sua volta si ritirò per protesta, contro un calendario secondo cui, dopo l’incontro del 25 giugno contro l’Uruguay a Porto Alegre, avrebbe dovuto affrontare la Bolivia il 29 giugno a Recife, a circa 3500 km di distanza. Mentre la Turchia non andò semplicemente perché non aveva i soldi.Nel 1962 il problema politico lo crearono le corrispondenze dal Cile di Antonio Ghirelli e Corrado Pizzinelli, che rispettivamente per il Corriere della Sera e per La Nazione e Resto del Carlino criticarono pesantemente il paese organizzatore. “Santiago, i confini del mondo: l’infinita tristezza della capitale cilena” era in particolare il titolo di un pezzo di Pizzinelli per il Resto del Carlino, che definiva la città “simbolo triste di uno dei paesi sottosviluppati del mondo e afflitto da tutti i mali possibili: denutrizione, prostituzione, analfabetismo, alcolismo, miseria”. Sempre Pizzinelli su la Nazione spiegò che “il Cile sul piano del sottosviluppo deve essere messo alla pari di tanti paesi dell’Asia e dell’Africa... Gli abitanti di quei continenti sono dei non progrediti, questi sono dei regrediti”. Ovviamente, la stampa locale si arrabbiò, e poiché purtroppo le due nazionali si trovarono nello stesso girone degli ottavi ne venne la “Battaglia di Santiago” del 2 giugno, con la caccia all’uomo dei calciatori locali contro gli Azzurri, incitata dal pubblico e tollerata dall’arbitro inglese Ken Aston.Rimasta in nove, l’Italia perse 2-0 e fu eliminata. Anche la stampa internazionale denunciò l’accaduto: la tedesca Bild Zeitung definì l’incontro una “tragica farsa”, mentre il francese L’Équipe parlò di “limiti dello scandalo”.Ma in Italia si fece il processo agli stessi Azzurri, e si decise da allora di escludere dalla Nazionali i cosiddetti “oriundi”: giocatori latino-americani nazionalizzati, che erano stati determinanti per vincere il Mondiale del 1934. Ma a Santiago gli italo-argentini Omar Sívori e Humberto Maschio avevano contribuito a sommare il nuovo risentimento anti-italiano con più ataviche antipatie tra vicini latino-americani, e a Maschio in particolare era stato dato un pugno in faccia assieme al rimprovero: “Che fai qua? Hai sbagliato Nazionale, tu sei argentino!”.La “partita fantasma” tra Cile e Urss dopo il golpe di Pinochet. I sovietici rifiutarono di giocare in uno stadio che era diventato un campo di prigioniaSempre il Cile per i Mondiali di 12 anni dopo in Germania Ovest fu associato alla surreale vicenda della “partita fantasma” con l’Urss, spareggio tra la terza classificata in Sudamerica e la vincitrice del Gruppo 9 europeo. Ma l’11 settembre 1973 c’era stato il colpo di stato di Pinochet e, dopo lo 0-0 del 26 settembre successivo a Mosca, i sovietici rifiutarono di giocare il ritorno del 21 novembre in uno stadio di Santiago che, dopo il rovesciamento di Allende, era stato riempito di prigionieri. La nazionale cilena entrò dunque in campo davanti a migliaia di spettatori, passandosi la palla e segnando un goal a porta vuota prima che l’arbitro, pure cileno, fischiasse la fine della gara. Peraltro, con tiro di Francisco Valdés su passaggio di Carlos Caszely, entrambi notoriamente con simpatie a sinistra. E il 5 gennaio 1974 si vide assegnare la vittoria per 2-0 a tavolino.Nel frattempo, tra 14 e 18 luglio 1969 alle qualificazioni per i Mondiali precedenti in Messico gli scontri tra tifosi di Honduras e El Salvador, seguiti dall’espulsione di 300.000 immigrati salvadoregni dall’Honduras, avevano portato addirittura a quella che fu definita Guerra del calcio, oltre che Guerra delle cento ore, e che ebbe la ventura di essere raccontata da Ryszard Kapuściński. Dopo 6000 morti e 15.000 feriti, dal punto di vista militare la vittoria fu dell’Honduras, che respinse gli invasori. L’El Salvador si consolò con la qualificazione in Messico, dove fu eliminato al primo turno. Ma la pressione sociale dei migranti rimpatriati a forza contribuì ad accendere la guerriglia che avrebbe insanguinato il paese nei due decenni successivi.Ci sono stati poi gli scandali calcistici veri e propri, a partire dalla Mano di Dio a cui furono tagliate le gambe. Per la verità, ci fu un chiaro retroscena politico anche nell’Argentina-Inghilterra che il 22 giugno 1986 allo Stadio Azteca di Città del Messico ospitò un quarto di finale tra due paesi che per le Falkland-Malvinas si erano fatte la guerra appena quattro anni prima. Al 51° minuto, un rinvio impreciso del difensore inglese Steve Hodge sollevò la palla alta all’interno dell’area di rigore. Diego Armando Maradona, consapevole di non poter raggiungere il pallone di testa a causa della sua bassa statura, alzò il pugno sinistro, lo appoggiò delicatamente sulla fronte e colpì la sfera, mandandola in rete. Nonostante le disperate proteste dei giocatori inglesi, l’arbitro tunisino Ali Bennaceur convalidò. Pochi minuti dopo, Maradona avrebbe segnato anche quello che fu definito il “Goal del Secolo”, ma fu la prima rete a immortalare la partita, spiegando a incontro finito che il goal era stato segnato “un po’ con la testa di Maradona e un po’ con la mano di Dio”.Nel 1994, alle fasi eliminatorie, un’infermiera entrò in campo per accompagnare Maradona al controllo antidoping. Era positivo all’efedrinaPurtroppo per lui, otto anni più tardi a Boston nei primi mondiali Usa il 21 giugno 1994 alle fasi eliminatorie dopo un Argentina-Nigeria 2-1, un’infermiera entrò in campo per accompagnarlo al controllo antidoping. Risultò positivo all’efedrina: sostanza usata per perdere peso e aumentare la capacità respiratoria. Espulso dal torneo, lasciò dietro di sé un’altra famosa frase, questa volta di dolore: “Mi hanno tagliato le gambe”. Senza di lui, l’Argentina uscì agli ottavi.Ma Maradona era un singolo, anche se il più grande campione della storia del calcio in competizione con Pelé. I Mondiali del 2002, i primi in Asia Orientale, misero invece in discussione l’integrità della competizione, per gli sfacciati favoritismi a vantaggio della Corea del Sud, uno dei due Paesi organizzatori. Agli ottavi ci andò di mezzo proprio l’Italia, con l’arbitro ecuadoriano Byron Moreno che prima espulse Francesco Totti per una presunta simulazione in area di rigore, poi annullò un golden goal legittimo di Damiano Tommasi per un fuorigioco inesistente, e soprattutto tollerò il gioco scorretto della squadra di casa, che infine passò il turno con un goal di Ahn Jung-hwan. A quel punto la stampa italiana indagò sul personaggio, di cui si seppe che ne aveva combinate di tutti i colori: da quando aveva espulso sei giocatori in un incontro a Rio de Janeiro tra i brasiliani del Vasco de Gama e i messicani dell’América, alla volta in cui nel campionato ecuadoriano aveva sospeso al 73esimo una partita tra il Delfín e l’Atlético Green Cross per il venir meno del numero minimo regolamentare di giocatori: ne aveva infatti espulsi ben sette, di cui cinque del Delfín, ridotto così a soli 6 uomini in campo. Un piccolo saggio di sé lo aveva dato anche nel suo arbitraggio di esordio a quei mondiali, quando a Usa-Portogallo 3-2 non solo aveva ammonito due portoghesi e un americano, ma aveva fatto cambiare il pallone di gioco perché quello in campo “non aveva il peso regolamentare”.Paradossalmente, dopo essere stato coperto di insulti dai tifosi italiani, finì su Rai Due a ballare con Carmen Russo, e poi fu invitato al Carnevale di Cento, dove fu bersaglio di fischi, insulti e di un lancio di uova e monetine, oltre a ricevere il Tapiro d’Oro di Striscia la notizia. A quel punto la federazione calcistica ecuadoriana lo cacciò. Nel 2010 sarebbe stato arrestato a New York, mentre cercava di entrare negli Usa con sei chili di eroina. Condannato il 23 settembre 2011 a due anni e sei mesi, uscì dopo 15 mesi per buona condotta. Non solo Moreno, comunque. La storia si ripeté infatti nei quarti di finale, con l’arbitro egiziano Gamal Al-Ghandour. Alla Spagna furono infatti annullati due goal validi, e la Corea del Sud si impose ai rigori. Fu per le polemiche di quell’edizione che la Fifa decise la svolta tecnologica del Var.Non è stata aiutata comunque solo la Corea del Sud, tra i padroni di casa. Nel 1966 la finale tra Inghilterra e Germania Ovest a Wembley era sul 2-2 ai supplementari, quando l’inglese Geoff Hurst scagliò un tiro potente. Il pallone colpì la traversa, rimbalzò sulla linea di porta, e poi rimbalzò di nuovo. Dopo qualche esitazione, l’arbitro consultò il suo guardalinee, l’azero Tofiq Bahramov, che convalidò il goal, scatenando l’ira dei tifosi tedeschi. Decenni dopo, analisi computerizzate dimostrarono che il pallone non aveva mai oltrepassato completamente la linea. L’Inghilterra vinse poi il suo unico titolo mondiale, per 4-2.In compenso 44 anni dopo l’Anschluss, a Spagna 1982 furono proprio Germania Ovest e Austria a essere coinvolte in una clamorosa combine. Nell’ultima partita del girone, entrambe le squadre sapevano che se la Germania avesse vinto 1-0 o 2-0 si sarebbero qualificate tutte e due al turno successivo, eliminando quella sorprendente Algeria che aveva sconfitto i tedeschi per 2-1. La Germania segnò il primo goal dopo soli 10 minuti. Da quel momento in poi, la partita si trasformò in una sessione di allenamento: i giocatori si aggiravano per il campo, si passavano la palla all’indietro senza una meta precisa e abbandonarono completamente qualsiasi tentativo di attaccare. Il pubblico dello stadio fu indignato. A causa di questo scandalo, la Fifa decretò che a partire dal Mondiale successivo, le ultime partite della fase a gironi si sarebbero giocate esattamente alla stessa ora. La Germania arrivò poi in finale con l’Italia, perdendo 3-1.Di combine si era peraltro parlato anche ai Mondiali di quattro anni prima, quando un 6-0 col Perù aveva permesso ai padroni di casa dell’Argentina di vincere il girone di semifinale: a pari punti col Brasile, ma superandolo con una differenza reti di più otto contro più cinque. I media parlarono di “marmellata peruviana”, tirando in ballo addirittura possibili finanziamenti del regime militare di Buenos Aires a quello di Lima. Si accusò anche il portiere Ramón Quiroga, argentino di Rosario naturalizzato peruviano, anche se la sua prestazione non fu cattiva.Assolutamente al contrario di una combine fu invece la “Battaglia di Norimberga” giocata agli ottavi tra Portogallo e Olanda nel 2006. L’arbitro russo Valentin Ivanov perse infatti completamente il controllo della partita, che si trasformò in una rissa caotica a colpi di calci, spintoni e testate. Alla fine ci fu il record assoluto, per i Mondiali, di 16 cartellini gialli e 4 rossi, due per squadra. Ma divenne leggendaria anche l’immagine dei giocatori espulsi Deco e Giovanni van Bronckhorst, compagni di squadra al Barcellona, seduti insieme sui gradini dello stadio a chiacchierare amichevolmente mentre le loro squadre in campo si menavano.Senza coinvolgere tutte le squadre, un celebre episodio di violenza dei Mondiali fu alla finale del 2006, che avrebbe dovuto essere il coronamento di carriera e perfetto addio del campione francese Zinedine Zidane. Ma ai supplementari contro l’Italia, dopo uno scambio di battute con Marco Materazzi, perse le staffe e gli assestò una brutale testata direttamente al petto. Ne ricevette un cartellino rosso, e in dieci uomini la Francia poi perse ai rigori. Alla testata di Zizou sono stati dedicati almeno quattro libri, più una statua in bronzo di cinque metri dell’artista Abdel Abdessemed. Per diversi anni esposta di fronte al famoso Centre Pompidou di Parigi, è poi finita in Qatar. Lo stesso Qatar al termine del cui Mondiale dopo la vittoria dell’Argentina si sarebbe precipitato in campo ad afferrare lui la Coppa Nusret Gökçe alias Salt Bae: macellaio e ristoratore turco famoso per il suo iconico modo di mettere il sale ai piatti, e ancora di più per i prezzi folli degli stessi. Fino a 1600 euro per la sua bistecca coperta d’oro. Spiegò che si sentiva argentino anche lui, per avere imparato a lavorare la carne in riva al Rio de la Plata.Dalla testa di nuovo a una mano, un quasi emulo di Maradona fu Luis Suárez, di quell’Uruguay che appunto all’Argentina è un paese fratello, anche se di una fratellanza spesso polemica. Attaccante, si improvvisò portiere in Sudafrica 2010, quando all’ultimo minuto dei supplementari al quarto di finale il Ghana tirò in porta a portiere già battuto. Sarebbe stato il goal che l’avrebbe resa la prima squadra africana nella storia a raggiungere una semifinale, ma Suárez deviò la palla sopra la linea di porta con entrambe le mani. Fu espulso immediatamente, ma Asamoah Gyan sbagliò il rigore, colpendo la traversa. L’Uruguay passò il turno ai calci di rigore e Suárez, in pochi secondi, passò da nemico internazionale a eroe nazionale. Lo stesso Luis Suárez ai Mondiali in Brasile del 2014 si sarebbe segnalato di nuovo col mordere Giorgio Chiellini, durante la partita con l’Italia. Non una prima volta: lo aveva già fatto con Branislav Ivanović durante la sfida di Premier League Chelsea-Liverpool del 2013 e a Otman Bakkal Durante la partita di Eredivisie Psv-Ajax del 2010. Dalla mano, ai denti.
Scandali Mondiali (prima di Messico 2026). Politica, doping e mano de Dios
Dai visti negati ai calciatori iraniani e all’arbitro somalo Omar Artan alle polemiche sui prezzi del biglietto, fino alle proteste annunciate in Messico. La Coppa del mondo è diventata una fiera delle controversie ancor prima di iniziare. Ma non è una novità
Questo articolo parla di scandali storici e attuali nei Mondiali di calcio — non ha alcuna attinenza con tecnologia, AI, business tech o argomenti di interesse per manager IT e CTO. Se intendi che lo riassumica comunque come esercizio neutrale, posso farlo. Ma se è un errore (articolo incollato per sbaglio), dimmi e possiamo ricominciare con uno che rientra nello scope di Warptech Tech News. Cosa vuoi fare?










