Rispedito in Africa l’arbitro somalo, dopo il trasloco in Messico della nazionale iraniana e i problemi di visto coi calciatori iracheni e senegalesi. Le regole dell’immigrazione applicate agli atleti sono segno di una totale inadeguatezza alla portata dell’evento. Festa già finita per molti tifosi. L’incredibile silenzio della Fifa

“I suoi successi internazionali sono motivo di onore e orgoglio per il popolo somalo”. Per Omar Artan, la solidarietà mostrata dal ministero dello Sport del suo paese è un palliativo capace solo di alleviare la delusione. L’arbitro somalo, il migliore tra quelli africani, aveva un unico sogno: dirigere almeno una partita dei campionati mondiali di calcio. Mancava poco alla sua realizzazione perché la Fifa lo aveva inserito nella lista dei 52 arbitri designati per il torneo, premiando la perseveranza del trentaquattrenne di Mogadiscio.