Il calcio è lo sport più geopolitico di tutti. Per questo i Mondiali 2026 si apprestano a essere uno specchio popolare e mediatico di tutte le tensioni internazionali che in questi mesi hanno sempre dominato le cronache. A partire dalla guerra tra Stati Uniti e Iran, che durante l’organizzazione del torneo aveva aperto addirittura a una clamorosa esclusione della Nazionale persiana. Alla vigilia dell’avvio ufficiale della competizione, nel Messico ospitante si sono registrati disordini legati (alla lunga) all’avversione strategica a Washington e alle dispute di confine e migrazione. Per non parlare di episodi da film, eppure realissimi, come quelli dell’arbitro somalo fermato al confine e delle squadre di Uzbekistan e Senegal perquisite con metal detector.

I Mondiali di calcio dell'era Trump

Iran-Usa, il possibile incrocio che fa tremare la Fifa

Il caso dell'arbitro somalo respinto alla frontiera

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