Una sfida senza precedenti per l'apparato di sicurezza americano. A poche ore dal calcio di inizio dei Mondiali, gli Stati Uniti affinano i dettagli dell'imponente macchina messa a punto per garantire lo svolgimento della Coppa del Mondo tanto voluta da Donald Trump.
Per le forze dell'ordine il compito non è facile
La guerra in Iran, gli attentati al presidente (l'ultimo in ordine temporale alle cena dei corrispondenti della Casa Bianca) e il timore di attacchi informatici rendono particolarmente complessa l'azione delle autorità per garantire la sicurezza dei tifosi e delle squadre. Non facile neanche il compito degli agenti dell'immigrazione.
Le dure disposizioni imposte dall'amministrazione Trump agli ingressi stanno già scatenando le polemiche.
L'arbitro somalo Omar Artan è stato fermato, interrogato per 11 ore e poi messo su un volo di ritorno per Istanbul, dove si trova attualmente. La Somalia, paese inviso a Trump perché patria della deputata democratica nemica Ilhan Omar, ha difeso il suo fischietto e ha cercato una "soluzione immediata" senza però riuscire nell'impresa. Anche a Teheran sono montate le polemiche, con la federazione calcistica iraniana che ha accusato gli Stati Uniti di averle revocato la sua quota di biglietti ponendo un "ostacolo" alla presenza dei tifosi iraniani.
