Mondiali 2026 Manca poco al surreale fischio d'inizio di una coppa del mondo circondata da questioni geopolitiche esplosive...

Ormai ci siamo, stanno per partire i discussi Mondiali di calcio in Usa-Canada-Messico. Sono i Mondiali di Donald Trump, basterebbe solo scrivere per esteso nome e cognome dell’ex tycoon a capo della Casa Bianca per comprendere quanto rischi di essere incendiaria la manifestazione ed invece ci sono anche i fatti a rendere complessa la sceneggiatura, con i visti ancora non pronti per la delegazione iraniana, una coda dei rapporti non esattamente amichevoli tra Washington e Teheran. Anzi, le preoccupazioni sulle questioni geopolitiche al Mondiali americano restano tutte sul tavolo. Irrisolte, così come lo scenario internazionale, sul ‘cessate il fuoco’ in perenne bilico e le reciproche minacce tra potenze.

La nazionale iraniana aveva addirittura minacciato nelle scorse settimane di boicottare la manifestazione (coinvolgendo la nazionale italiana e la boutade di un ipotetico ingresso dell’Italia, non qualificata ai Mondiali per la terza edizione in fila, al posto dell’Iran), se non fossero state fornite certezze sulla sicurezza fornita alla sua delegazione – l’Iran gioca le sue partite negli Stati Uniti, due a Los Angeles – e sul rilascio dei visti senza interferenze politiche.