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28 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 12:39
Oltre un miliardo di dollari per blindare l’evento, droni a vigilare la presenza o meno di “gente indesiderata“, simulazioni di scenari di guerra e tanti tifosi che non otterranno il visto per seguire la propria nazionale. Mancano poco più di quattro mesi ai Mondiali di calcio previsti tra Usa, Canada e Messico a giugno 2026 e si parla più di questioni legate alla sicurezza e alla politica internazionale che di calcio. La sempre più crescente tensione per la politica estera del presidente Donald Trump, in particolare le sue mire sulla Groenlandia, crea malcontenti anche in alcuni paesi europei, che minacciano il boicottaggio. Anche se a oggi sembra una possibilità remota.
Senza dimenticare la questione Ice. Il Pentagono e la Fifa di Gianni Infantino, amico di Trump, prevedono infatti di mettere sul piatto oltre un miliardo di dollari per blindare l’evento con un piano di sicurezza che prevede la presenza di droni e militari negli stadi. Le uccisioni e gli arresti di Minneapolis in queste ultime settimane da parte dell’agenzia federale che dipende dal Dipartimento di Sicurezza Interna – incaricata di far rispettare le leggi sull’immigrazione – hanno creato preoccupazione in tantissime persone in tutto il mondo, ora dubbiose di viaggiare in direzione Stati Uniti in estate. A questi si aggiungono i tifosi di varie nazionali (Iran, Haiti ed Egitto su tutti) non graditi negli Usa e che con molta probabilità non potranno seguire le proprie squadre, proprio per via del giro di vite sulle regole legate all’immigrazione.






