A parte Zampolli, che vorrebbe ripescare l'Italia, la Coppa del Mondo di calcio, in programnma questa estate in Usa, Canada e Messico, una kermesse mai vista nella storia, si porta dietro non pochi problemi. Soprattutto negli Stati Uniti. La Fifa è già stata criticata in modo massiccio per il caro biglietti e adesso è stato chiesto a Gianni Infantino di intercedere con il suo amico Donald Trump per fare sospendere le retate dell'Immigration and Customs Enforcement (Ice) per tutta la durata del torneo di calcio. Nell'attuale contesto cresce quindi la preoccupazione che un clima di disagio possa ostacolare la partecipazione del pubblico, visto che ci sono molte Nazioni, non solo l'Iran, poco “gradite” agli Usa. I tifosi potrebbero avere grossi problemi nell'avere i visti, che sono già a caro prezzo, ed entrare negli Stati Uniti. Organizzazioni come Amnesty International e Human Rights Watch hanno esortato quindi la Fifa garantire i diritti dei tifosi in trasferta, temendo possibili retate di massa contro gli immigrati, seppur temporanei, da parte dell'Ice.

Da quando è tornato al potere per un secondo mandato nel gennaio 2025, il presidente Trump ha intensificato gli sforzi per mantenere la sua promessa elettorale sulle deportazioni. Per questo è stato fatto un appello a Infantino. Il dirigente italo-svizzero ha partecipato al comizio preinsediamento di Trump, indossando una cravatta rossa, e alla cerimonia di insediamento stessa, e ha effettuato diverse visite allo Studio Ovale. Non solo: Infantino ha anche assegnato a Trump il primo "Premio FIFA per la Pace" nel dicembre 2025, un gesto che ha suscitato critiche in tutto il mondo. Ora gli si chiede di parlare direttamente con il suo amico Trump in modo da ridurre il ruolo dell'Ice durante i Mondiali. Pare che Infantino abbia dato la sua disponibilità, visto che tempo fa ha anche assicurato con uno slogan, che “la Fifa unisce il mondo”. Ma ora deve mettere un freno all'Ice...