Tragedie come la strage di Amendolara accendono i riflettori per un breve lasso di tempo ma per debellare il fenomeno dello sfruttamento nei campi occorre un ribaltamento di prospettiva.

In grado di rendere tutti consapevoli di come vengono prodotti i cibi che ogni giorno arrivano sulla nostra tavola.

I prodotti agricoli non lavorati hanno una marginalità bassissima e proprio per questo chi ha il coltello dalla parte del manico (imprenditori agricoli e caporali) lo utilizza, incurante delle regole e quasi certo di farla franca per l’assenza di controlli.

«Inutile nascondersi dietro un dito queste cose terribili accadono per il prezzo del lavoro – spiega Luca Raffaele direttore generale di Next-Nuova Economia per tutti, una rete di imprese, comunità e istituzioni, che da anni promuove modelli di sviluppo sostenibili – dalle nostre ricerche emerge che la retribuzione media annua dei braccianti è di 6mila euro lordi a fronte di un settore che vare 73 miliardi di euro.

Per questo crediamo che occorra dare maggiori informazioni ai consumatori, metterli nelle condizioni di votare con il portafogli».