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Redazione Buone Notizie

«Una «etichettatura sociale obbligatoria su condizioni di lavoro, regolarità dei contratti, sicurezza nei campi, dignità dei lavoratori lungo tutta la filiera: solo così i consumatori potranno scegliere». È l'appello di Federconsumatori, rilanciato dal Forum nazionale Terzo settore, dopo la strage di Amendolara in Calabria»

«Ogni volta che un consumatore acquista fragole, pomodori, arance o altro ha il diritto di sapere che quel prodotto non porta con sé il peso dello sfruttamento, della violenza, del ricatto, e spesso del sangue. Nessuno vuole essere complice di un sistema criminale. Eppure, senza strumenti di trasparenza, facendo la spesa possiamo diventarlo». Inizia così, dopo la strage di Amendolara dove tre braccianti afghani e un pakistano sono stati bruciati vivi per aver chiesto lo stipendio, il richiamo di Federconsumatori rilanciato dal Forum nazionale Terzo settore. Ma le strade per contrastare lo sfruttamento dei disperati - prosegue - ci sono anche per i cittadini: scegliendo col portafoglio, come si dice. Magari cominciando a farsi qualche domanda di fronte a prezzi troppo bassi. E aderendo alla battaglia per chiedere a chi fa le regole del commercio, per esempio, che sulle etichette sia indicato davvero tutto: compreso il «ricarico» sul prezzo iniziale, per capire quanto è stato pagato chi quel pomodoro lo ha raccolto.