Un migliaio di persone sfila dietro gli striscioni della Cgil e di altre sigle e rappresentanti dell'opposizione

"E' una tragedia che rappresenta un sistema sbagliato di fare impresa, fondato sullo sfruttamento e sul caporalato".

Il segretario della Cgil, Maurizio Landini, parla così della strage dei quattro braccianti bruciati vivi e uccisi all'interno di un pulmino in Calabria, lungo la Statale Ionica in una stazione di servizio di Amendolara.

Su quelle strade - a cinque giorni di distanza dalla strage - un migliaio di persone sfila dietro gli striscioni della Cgil e di altre sigle che si sono date appuntamento in quella che ormai è tragicamente diventata un'altra stazione della Via Crucis di lavoratori sfruttati e sottopagati, spesso stranieri soggetti a caporali e organizzazioni criminali senza scrupoli: "C'è bisogno di una rivolta morale e sociale, delle coscienze, non si può continuare a far finta di non vedere quello che sta succedendo, regolarmente, nel nostro Paese. Vale per l'agricoltura, per l'edilizia, per la logistica, al Sud come al Nord".

Insieme con Landini ci sono anche i rappresentanti dell'opposizione, da Elly Schlein a Nicola Fratoianni, fino alla delegazione del M5S.