Pubblicato il: 06/06/2026 – 17:21

AMENDOLARA «Questa tragedia rappresenta un sistema sbagliato di fare impresa, fondato sullo sfruttamento e sul caporalato. È il momento che tutti, uscendo dall’ipocrisia, dicano basta a questo sistema». Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, prima dell’inizio della manifestazione ad Amendolara, il centro dell’alto Ionio cosentino dove lunedì scorso sono stati uccisi quattro braccianti. Parole nette, pronunciate nel luogo simbolo di una vicenda che ha riportato al centro del dibattito nazionale il tema dello sfruttamento del lavoro agricolo e delle condizioni di vita dei lavoratori migranti. Per Landini, il sistema del caporalato «mette in discussione la dignità, l’umanità e la vita stessa delle persone». Il leader della Cgil che, insieme al segretario della Flai Cgil, Giovanni Mininni, ha deposto due corone di fiori alla stazione di servizio di Amendolara, al chilometro 395 della Strada statale Jonica, ha chiesto una reazione corale da parte della politica, delle istituzioni e del mondo imprenditoriale. «Ci sono tutti gli strumenti legislativi, e non solo, per poter invertire questa tendenza e bloccare questo sfruttamento che sta portando alla morte delle persone», ha affermato.