La vicenda dei quattro braccianti prima sfruttati e poi bruciati vivi ad Amendolara, in Calabria, non è un caso isolato. Ma probabilmente la punta dell'iceberg di un sempre maggiore sfruttamento lavorativo di lavoratori migranti da Nord a Sud del Paese. E che il fenomeno sia in aumento lo testimoniano i numeri dell'ultimo Rapporto Laboratorio sullo sfruttamento lavorativo e sulla protezione delle vittime curato da Altro Diritto in collaborazione con l'Osservatorio Placido Rizzotto e Flai Cgil, monitora annualmente l'applicazione della legge 199 del 2016. L'indagine è svolta attraverso il monitoraggio dell'utilizzo degli strumenti repressivi, preventivi e di protezione delle vittime introdotti dalla prima legge che ha previsto lo sfruttamento del lavoro come un reato autonomo e di quelli sviluppatesi negli anni successivi. Rispetto all'ultimo Rapporto, che aveva raccolto i dati fino alla fine del 2023, il primo dato che occorre sottolineare è il significativo incremento dei casi di sfruttamento intercettati dal Laboratorio. Le 834 vicende di sfruttamento complessivamente individuate nel V Rapporto sono salite a 1.249: ben 415 in più. L'incremento è di quasi il 50% dei casi rispetto al rapporto precedente; sono, quindi, 'nuovi' poco meno di un terzo dei casi analizzati complessivamente in questo VI Rapporto che raccoglie i dati fino alla fine del 2024. Il dato percentuale è leggermente inferiore a quello degli incrementi registrati nel rapporto precedente dove si era passati da 458 a 834 casi, con un incremento di 376 nuove notizie di sfruttamento, ma il numero assoluto di nuovi casi, e la sua percentuale comunque notevole, mostra la capacità del Laboratorio di ricevere informazioni nuove in modo progressivamente crescente.
Caporalato e abusi sui braccianti, nuovo rapporto: + 50% casi di sfruttamento
Nel 2024 rispetto al 2023 secondo i numeri dell'ultimo Rapporto del Laboratorio sullo sfruttamento lavorativo e sulla protezione delle vittime curato da Altro Diritto in collaborazione con l'Osservatorio Placido Rizzotto e Flai Cgil











