CHIOGGIA (VENEZIA). Per una fetta d’Italia orientale, è il mondo che smette di girare. Una protesta nata da Chioggia, nel Veneziano, ma che poi si è estesa a Caorle, Goro, Cesenatico, Ancona, Termoli. Alle marine più importanti che puntellano l’Adriatico: pescherecci fermi, il mare vergine per sette notti, da venerdì 29 maggio a sabato 6 giugno. Credito d’imposta e indennità «A queste condizioni, con questi prezzi del gasolio, conviene quasi fare così» è costretto ad ammettere l’armatore chioggiotto Elio Dall’Acqua, spiegando le ragioni dello sciopero. Attende il tavolo al Ministero convocato per oggi da Francesco Lollobrigida. Ma intanto non può non ammettere quanto non ricevuto finora, a dispetto delle promesse: “L’attribuzione del credito d’imposta sul gasolio al 20%, l’aspettiamo da tre mesi e ancora non abbiamo visto un centesimo”, dice, e poi “le indennità per il fermo pesca negli anni 2024 e 2025, non abbiamo visto nemmeno quelle”. Riguardo al credito d’imposta, si tratta di un tesoretto di 10 milioni di euro. “Troppo pochi”, taglia corto Dall’Acqua, “ai tempi della guerra in Ucraina, ne avevano concessi 24”. E comunque, ribadisce, pure di quei 10 milioni non è arrivato un euro.
Lo sciopero dei pescatori contro il caro carburante: “Dal governo promesse tradite”
La settimana calda: «A queste condizioni conviene non uscire in mare». Oggi l’incontro con il ministro Lollobrigida








