HomeCivitanova MarcheCronacaCaro-gasolio, ma le flotte vanno in mareIl mancato pagamento dei crediti di imposta agita le marinerie: “A Rimini è scattato il blocco della pesca, qui cerchiamo di tenere duro”Pescherecci al porto di Civitanota (foto De Marco)Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciCivitanova, 3 giugno 2026 – Per il mancato pagamento da parte del Governo del credito d’imposta per il caro-carburante e dei contributi per il fermo pesca 2024 e 2025, a Rimini scatta la protesta col blocco della pesca, a Civitanova invece la flotta va in mare.

Giuseppe Micucci, della cooperativa Casa del pescatore, vice presidente di Confcooperative Marche, coordinatore per il settore di Fedagripesca Marche, rimanda a oggi l’ora delle scelte: “Il sottosegretario La Pietra incontrerà le associazioni che lamentano le mancate compensazioni del credito d’imposta e i ritardi nei pagamenti alle aziende per il fermo pesca”.

Quanto alle ragioni che agitano la costa romagnola “a Civitanova per ora temporeggiamo, ma la protesta riguarda problemi seri, come il costo del gasolio. Chi si è fermato è perché non ce la fa più a far quadrare i conti, e chi ha invece deciso di andare in mare non è perché gli sta bene la situazione, ma tiene duro”. Francesco Caldaroni è presidente dell’Associazione Marinerie d’Italia e d’Europa e spiega che “Civitanova non ha aderito a nessun blocco anche perché domani (oggi ndr) c’è la riunione a Roma, e sul credito d’imposta tutti i Governi hanno avuto i loro tempi. È vero – aggiunge – che la situazione è molto critica e il gasolio a questi prezzi non s’era mai visto, neanche nel 2008, l’anno del grande sciopero. Poi, le imbarcazioni nel mese di giugno hanno sempre incassato il 20 per cento in meno dovuto alla scarsità del prodotto e alla poca richiesta, ma oggi c’è anche il gasolio molto alto, non stiamo coprendo neanche le spese”.