HomeFerraraCronacaLa rabbia scuote i nostri porti. Pescatori fermi con le barche: "Caro gasolio e Ue. Noi, stremati"Lo stop delle imbarcazioni a Goro e Comacchio, un capitano: "Andare per mare, ormai una perdita". Gianella, consigliere regionale di Fdi, sulla banchina: "I piani dell’Europa, mazzate per la categoria".Max Gianella, capitano di un peschereccio che va al largo, le reti a strascico dove finiscono pesci e speranzeRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciFermi nei porti, la rabbia sulle barche ormeggiate, ormai da due giorni. Ed anche oggi si vedrà. "Non ce la facciamo più, questo settore rischia di scomparire. Ormai non ci sono le condizioni per portare a casa il pane", urla la sua rabbia Max Gianella, capitano di un peschereccio che va al largo, le reti a strascico dove finiscono pesci e speranze.

E’ mattina sono tutte nel porto, ferme, le barche a Goro e Comacchio. Dito puntato contro il caro gasolio, la crisi internazionale e la guerra con i suoi riflessi che finiscono dritti dritti sulle tavole, a picchiare sul reddito di famiglie stremate. Atto d’accusa contro l’Europa così lontana. "E’ una lotta quotidiana, ormai i giovani se ne scappano, questo mondo è bersagliato. Come fai a guadagnare se tutto l’incasso per il pesce finisce nel serbatoio per pagare il gasolio che nonostante gli auti del governo continua a salire, a fare male", aggiunge Max Gianella, al suo fianco gli altri pescatori di Goro, che sono con lui, approvano con la testa le sue parole. "Il mare è la mia vita, ho cominciato a fare questo mestiere quando ero ancora un ragazzino. Ed eccomi qui, ogni giorno a lottare. No, così non riesci ad andare avanti".