Ambrogio
Mario Alberto Marchi
Powered by
Con il voto di martedì sera al Pirellone la Lombardia è diventata la prima Regione italiana a darsi una legge sui data center. Si potrebbe leggerla come una norma urbanistica fra le tante, una questione di aree dismesse e oneri di costruzione. Sarebbe un errore di prospettiva: quel voto certifica qualcosa di più grande di sé, l’ingresso di Milano e della sua regione in un’epoca nuova.
Le grandi città cambiano natura poche volte nella loro storia. Milano lo ha fatto quando è diventata capitale industriale, poi quando si è reinventata città dei servizi, della finanza, della moda e del design. Ogni volta non ha aggiunto un settore: ha ridefinito cosa fosse e a cosa servisse nel mondo. Oggi accade di nuovo. I data center che si moltiplicano attorno al capoluogo non sono capannoni tecnologici, ma l’infrastruttura materiale di un’economia che gira sui dati e sull’intelligenza artificiale; il fatto che si concentrino qui dice che il baricentro digitale del Sud Europa ha scelto un indirizzo.













