di
Paolo Centofanti
In attesa di una legge nazionale, la Lombardia punta a disincentivare la costruzione di nuovi data center in aree e verdi e agricole con aumento degli oneri fino al 200%. I nuovi data center dovranno utilizzare energia da fonti rinnovabili e non potranno utilizzare acqua proveniente dagli acquedotti per i sistemi di raffreddamento
Il Consiglio della Regione Lombardia ha approvato il progetto di legge che punta, a disciplinare a livello regionale l'autorizzazione per la costruzione di nuovi data center. La legge, intitolata "Disposizioni in materia di insediamento di centri dati", si sviluppa in 10 articoli e tenta di controllare l'accelerazione dello sviluppo di nuovi data center in una regione che ha già raccolto il 63% delle richieste di autorizzazione di tutta Italia, con l'area di Milano in particolare tra le più esposte.Due gli scopi principali della nuova normativa: da una parte semplificare gli iter autorizzativi per non bloccare un settore comunque cruciale per il sistema paese e l'occupazione, ma dall'altro incentivare il recupero delle aree dismesse e frenare l'occupazione di nuovo suolo. Per farlo, il provvedimento disincentiva la costruzione di data center presso aree verdi o terreni agricoli, imponendo degli oneri di costruzione molto più elevati, soprattutto dopo gli emendamenti apportati durante l'approvazione del progetto di legge, che gli hanno innalzati sensibilmente rispetto alla formulazione originaria. La legge stabilisce criteri precisi dando priorità all'insediamento in "aree degradate, contaminate o dismesse (brownfield)" per favorire la rigenerazione urbana ed evitare il consumo di nuovo suolo. Si incentiva inoltre l'uso di fonti rinnovabili e il riutilizzo del calore prodotto dai server per i sistemi di teleriscaldamento. Inoltre, si promuovono tecnologie di raffreddamento che non utilizzino acqua potabile proveniente dal pubblico acquedotto. Si vogliono dunque arginare le due principali problematiche relative ai data center per l'intelligenza artificiale: l'estrema localizzazione di consumi abnormi di risorse energetiche e idriche che lo sviluppo dei data center può comportare su un territorio.Il punto più rilevante riguarda proprio l'inasprimento degli oneri di costruzione per chi non utilizza aree dismesse:










