Milano, 27 maggio 2026 – Il Consiglio regionale ha approvato la legge che disciplina l’insediamento di nuovi Data center in Lombardia. Un’approvazione avvenuta con i soli voti della maggioranza di centrodestra e che fa della Lombardia la prima Regione ad essersi dotata di una legge ad hoc in un contesto in cui anche a livello nazionale, per ora, non si è andati oltre la definizione di linee guida. Al di là del giudizio di merito, il ritardo col quale si è mossa la politica nel regolamentare il fenomeno è raccontato dai numeri riportati nella nota dello stesso Consiglio regionale: "In Lombardia sono già funzionanti 67 data center". La legge varata ieri, allora. E le modifiche apportate.
Un data center di Aruba. La legge regionale indica come luoghi prioritari dove realizzare le aree dismesse
Priorità alle aree dismesse
La Regione individua nelle aree industriali dismesse quelle prioritarie per accogliere nuovi centri per l’elaborazione dei dati. Per effetto degli emendamenti approvati ieri gli oneri di costruzione per gli operatori che vogliono insediarsi su aree agricole sono maggiorati del 100% (non più del 50% come in origine) e del 200% per chi scelga invece aree a tutela speciale. Con un altro emendamento è stato stabilito che anche chi intende aprire un data center su un’area dismessa deve provvedere alle compensazioni e alle mitigazioni ambientali del caso, ma "le eventuali misure compensative, ulteriori rispetto a quelle stabilite dalla normativa statale, possono essere rimodulate in riduzione sulla base di una valutazione economico-finanziaria che tenga conto dei costi, a carico dell’operatore, per la bonifica o per la messa in sicurezza delle aree".










