Crescono le preoccupazioni per l'impatto su consumi elettrici e territori. Atteso per le prossime settimane il pacchetto legislativo di Bruxelles

La Lombardia ha approvato una sua legge per regolare lo sviluppo dei data center e non è un caso che si tratti della prima regione italiana a farlo. I dati parlano di 67 strutture già attive sul territorio (a fine 2024), su 168 totali in Italia. Complessivamente, in Lombardia si concentra il 63% delle richieste di nuovi data center nel Paese. Fino a qualche anno fa, il tema era rimasto confinato soprattutto agli addetti ai lavori, ma ormai la questione è finita sotto gli occhi di tutti. Se non altro perché queste strutture – grossi edifici pieni diserver attivi 24 ore su 24 – richiedono enormi quantità di elettricità e sistemi di raffreddamento continui. Ed è anche per questo motivo che le amministrazioni comunali non fanno certo a gara per ospitare un data center. Anzi, ce ne sono alcune che proprio non ne vorrebbero sentir parlare.

Cosa prevede la legge sui data center in Lombardia

La legge regionale approvata oggi, martedì 26 maggio, punta innanzitutto a dettare alcune linee guida sui criteri di scelta delle aree geografiche, sul consumo energetico e i criteri di autorizzazione dei nuovi data center che sorgeranno sul territorio. L’aspro dibattito con piccoli Comuni e opposizioni ha portato a una serie di novità rispetto alla proposta originale della giunta di Attilio Fontana. Per esempio, l’introduzione di compensazioni economiche e un inasprimento degli oneri per chi intenda insediarsi su aree agricole o a tutela speciale. Il provvedimento, inoltre, punta a stimolare l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili per governare l’elevato consumo energetico e favorire il riutilizzo del calore prodotto per il teleriscaldamento degli edifici.