La Lombardia è la prima Regione in Italia per numero di data center, con circa un terzo di tutti quelli presenti a livello nazionale. Non sorprende, dunque, che sia anche la prima Regione ad aver approvato una legge per regolamentare l'apertura di nuove strutture. La normativa centralizza il controllo delle autorizzazioni a livello regionale e favorisce il reimpiego di aree industriali dismesse, ma non mancano le polemiche.

La nuova legge regionale lombarda sui data center

Il provvedimento, che era stato presentato a novembre 2025, è stato approvato dall'assemblea regionale lombarda e consta di 10 articoli. La misura punta a favorire l'insediamento dei data center nei siti cosiddetti "brownfield", ovvero le aree industriali dismesse o abbandonate. Tale indicazione viene espressa riducendo tra il 10 e il 30% gli oneri di costruzione e velocizzando le procedure burocratiche; dall'altro lato, viene resa molto più costosa l'occupazione di suoli agricoli. Nel caso in cui le aziende decidano di procedere comunque in tal senso, i proventi verranno destinati alla riqualificazione e al ripristino ambientali.

La legge prevede che vengano usate fonti energetiche a impatto zero e richiede che non venga usata acqua potabile o per irrigare i campi, oppure da fiumi e laghi protetti.