A Pienza, nel cuore della Val D’Orcia, in Toscana, c’è una via per ogni sorte. C’è quella della Fortuna, la più corta e la più nascosta; la via dell’Amore, per avventurieri; la via del Bacio, all’italiana; e la via Buia, in nome di quell’antica tradizione toscana della selva oscura che tocca attraversare per riveder le stelle. Rinascimentale, sarà pure, ma di grande attualità. E come Pio II, nato Enea Silvio Bartolomeo Piccolomini, pontefice dal 1458 al 1464 e fondatore della città, anche il personaggio di Jay Kelly interpretato da George Clooney nell’omonimo film del 2025 diretto da Noah Baumbach (su Netflix) sceglie Pienza come set ideale per lenire la sua crisi personale.

Comprensibile, il suo centro storico è Patrimonio Mondiale Unesco dal 1996 perché «prima applicazione del concetto urbanistico umanistico-rinascimentale». È un esempio straordinario di progettazione, un modello ideale di città. Qui la storia distrae, il panorama riempie, la cucina redime. In un raggio di poche centinaia di metri. O nell’arco di un weekend.

Pienza, il sogno di un Papa

Situata sul crinale di una collina che domina la Val d’Orcia, cinquanta chilometri a sud di Siena, nasce nel Medioevo con il nome di Corsignano ma viene letteralmente riprogettata dall’architetto Bernardo Rossellino per volere di Papa Pio II, nato proprio in questo borgo toscano poi ribattezzato con il nome che conosciamo. In soli tre anni, dal 1459 al 1462, piazza, Duomo e campanile inclusi. Per la messa in opera, Rossellino adotta i principi del suo maestro Leon Battista Alberti, architetto, teorico umanista e autore del primo trattato architettonico del Rinascimento.