di
Marcello Parilli
Torna «Aperti per voi» con la voce del geologo romano. «Luoghi con una forte identità come Seulo, in Barbagia, paese di centenari e dove hai l’illusione di vivere davvero come un sardo. Da lì non porti a casa quasi nessuna foto, ma ti resta dentro»
Uscire dal fiume umano che sgomita lungo il percorso Stazione-Piazza S. Marco, magari «perdersi» puntando verso Fondamenta Nuove attraverso una semideserta ragnatela di calli e campielli dove ci si imbatte ancora in un piccolo mercato o in una vecchia libreria, tra bambini che escono da scuola, chiese mozzafiato e gatti assonnati. Nel silenzio. «È la cosa migliore che uno possa fare a Venezia» dice Mario Tozzi, geologo, ambientalista e noto divulgatore scientifico in tv. Agli itinerari pieni di deviazioni, sorprese e imprevisti, Tozzi ha infatti dedicato il suo ultimo libro, La penisola contromano, un excursus tra 123 luoghi italiani sconosciuti, poco noti o ai quali abbiamo magari solo dedicato uno sguardo distratto. Per certi versi, la stessa materia viva di cui si nutre «Aperti per voi sotto le stelle» promosso in questi giorni dal Touring Club Italiano, di cui Tozzi è consigliere e che è l’editore del suo libro. «Più che posti nuovi, ho scelto luoghi che guardo con un altro occhio, quello di chi ha girato tanto questo Paese ormai da 40 anni, ma ogni volta riesce ancora a emozionarsi o a provare stupore. È il contrario dell’Italia “instagrammabile” che va per la maggiore, immortalata nel millesimo selfie dando le spalle a un panorama o a un monumento, senza guardare davvero quello che si ha davanti. Cosa che ormai succede anche durante l’elezione di un Papa o al Louvre davanti alla Gioconda».







