Non solo farmaci o terapie innovative, per migliorare le condizioni dei pazienti oncologici sono fondamentali anche interventi sullo stile di vita, assistenza psicologica, sostegno sociale ed economico. Piccole o grandi misure che hanno a che fare con il benessere e che finiscono per migliorare e allungare la vita delle persone. È questo il tema dell’American Society of Clinical Oncology, il più importante e partecipato congresso di oncologia al mondo, che si svolgerà dal 29 maggio al 2 giugno a Chicago. L’obiettivo, come dichiarato dal presidente Asco, Eric J. Small, è quello di trovare soluzioni realmente accessibili e realizzabili in tutto il mondo.
Vanno in questa direzione due studi italiani presentati a Chicago in cui alimentazione, attività fisica e controllo metabolico non vengono più trattati esclusivamente come strumenti di supporto, ma come elementi in grado di incidere direttamente sulla biologia del tumore al seno e sul rischio di recidiva.
Dieta mediterranea e attività fisica
Il primo studio - coordinato dall’Istituto Nazionale Tumori Irccs Fondazione G. Pascale – ha dimostrato che una dieta mediterranea a basso indice glicemico associata a un incremento dell’attività fisica quotidiana riduce il rischio di recidiva in donne con carcinoma mammario in stadio I-III. I ricercatori hanno coinvolto 492 donne tra i 30 e i 74 anni, nella maggioranza dei casi in post-menopausa e con un profilo metabolico considerato a rischio, reclutate entro un anno dalla diagnosi.









