Dal convegno dell’American Society of Clinical Oncology (Asco) arrivano notizie che potrebbero cambiare, in varie situazioni, il modo di trattare un tumore ai polmoni. Diversi studi presentati al congresso, da poco conclusosi a Chicago, hanno infatti raggiunto risultati importanti: da un lato, nuovi farmaci o nuove combinazioni di farmaci si sono dimostrate più efficaci di quelle attualmente in uso; su un altro fronte, l'utilizzo di test genomici aiuta a capire quali pazienti con un tumore in stadio iniziale devono essere sottoposti a chemioterapia per prevenire una recidiva.

Ogni giorno in Italia circa 115 persone scoprono di avere un tumore ai polmoni (per un totale di oltre 44mila nuovi casi registrati nel 2024), che resta difficile da trattare perché più del 70% dei pazienti arriva alla diagnosi tardi, quando la malattia è già in stadio avanzato e le possibilità di guarire purtroppo sono ridotte.

La neoplasia, infatti, non dà segni evidenti della sua presenza agli esordi e quando lo fa è generalmente già diffusa localmente o progredita in fase metastatica, quando le cose si complicano, le cure sono più complesse e le possibilità di guarigione diminuiscono, anche se oggi sono disponibili diverse terapie innovative che riescono a prolungare in modo significativo la sopravvivenza dei malati.