Il carcinoma polmonare in stadio avanzato rappresenta una delle sfide più difficili in oncologia, con opzioni di trattamento spesso poco efficaci. Ma arrivano risultati incoraggianti da uno studio che offre nuove speranze a chi fino a ieri non aveva alcuna opzione chirurgica aprendo la strada a ulteriori ricerche e a possibili aggiornamenti delle linee guida terapeutiche internazionali. I dati suggeriscono che chemioterapia e immunoterapia prima dell’intervento possono migliorare significativamente la patologia e consentire l’asportazione chirurgica nei pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) in stadio III avanzato e non operabili.

Cappuzzo (Ire): il 75% dei pazienti operato con successo

Lo studio internazionale, pubblicato sulla rivista scientifica Jama Oncology, è frutto di una collaborazione tra centri di eccellenza in Italia e Stati Uniti, ed ha coinvolto con il coordinamento dell’IFO-Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE), il Dana-Farber Cancer Institute di Boston e il Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York.

“Il Regina Elena ha contribuito allo studio – evidenzia Federico Cappuzzo, direttore dell’UOC di Oncologia Medica 2 IRE e coordinatore dello studio - attraverso l’arruolamento e la caratterizzazione molecolare dei pazienti, confermando il valore della cooperazione internazionale e dell’integrazione tra ricerca clinica e traslazionale. Il 75% dei pazienti è stato operato con successo, con una risposta completa alla terapia in quasi un terzo dei casi.”