Buone notizie per i pazienti con un tumore del polmone non a piccole cellule con mutazione Egfr arrivano dalla World Conference on Lung Cancer dell’International Association for the Study of Lung Cancer in corso fino a domani a Barcellona. Il tumore del polmone non a piccole cellule è la forma più comune. Circa l’80% delle diagnosi avviene in fase avanzata, da qui l’importanza di opzioni terapeutiche sempre più efficaci. Al Congresso mondiale, nell’ambito della presentazione plenaria, sono stati presentati i dati dello studio Flaura2, che evidenziano risultati significativi grazie a osimertinib, una terapia mirata, in combinazione con chemioterapia nei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule localmente avanzato o metastatico e mutazione di Egfr.
Lo studio Flaura 2
I risultati dello studio clinico Flaura2, condotto da AstraZeneca, mostrano che unendo il farmaco osimertinib alla chemioterapia (a base di pemetrexed e sali di platino) si ottengono risultati migliori rispetto alla terapia con il solo osimertinib. Nello specifico, i pazienti trattati con la combinazione hanno vissuto in media quasi 4 anni (47,5 mesi), contro i circa 3 anni (37,6 mesi) di chi ha ricevuto solo osimertinib. La combinazione ha ridotto il rischio di morte del 23% e ha aumentato la percentuale di pazienti vivi a 3 e 4 anni. Dopo 3 anni, era ancora in vita il 63% dei pazienti trattati con la combinazione, contro il 51% di quelli in monoterapia. Dopo 4 anni, le percentuali erano rispettivamente 49% contro 41%. Questi risultati sono stati confermati anche in vari sottogruppi di pazienti, dimostrando che il vantaggio si mantiene in diverse situazioni cliniche.






