«Lo stile di vita non è un complemento accessorio della cura oncologica, ma una sua parte integrante». Così Michelino De Laurentiis, direttore del dipartimento di Oncologia Senologica e Toraco-Polmonare dell'Istituto dei tumori di Napoli, commenta lo studio presentato al congresso della Società americana di oncologia clinica (Asco), che evidenzia come un regime giornaliero basato sull'adozione di una dieta mediterranea a basso indice glicemico, camminata veloce quotidiana di 30 minuti e integrazione orale di vitamina D ha portato a minori recidive nelle donne con tumore al seno ormono-positivo, perdita di peso e riduzione della prevalenza della sindrome metabolica.

«Lo studio dimostra che un programma strutturato di dieta mediterranea a basso indice glicemico, attività fisica regolare e adeguato apporto di vitamina D, produce benefici cardiometabolici concreti nelle donne operate per tumore del seno: riduzione del peso, dell'indice di massa corporea e soprattutto della sindrome metabolica, che oggi rappresenta uno dei principali fattori di rischio per le complicanze a lungo termine in queste pazienti» ha spiegato l'oncologo.«Il dato sulla riduzione delle recidive osservato tra le donne più aderenti al programma è uno spunto importante, che meriterà conferma in studi futuri. Ed è significativo che a dimostrarlo sia stato uno studio nato e coordinato in Italia, nella cornice culturale della dieta mediterranea».Lo studio si inserisce in un filone di ricerca sempre più rilevante: man mano che i tumori del seno si curano con maggiore efficacia, la qualità della vita dopo la malattia, e in particolare la prevenzione delle complicanze cardiometaboliche legate ai trattamenti, diventa un obiettivo centrale dell'assistenza. L'intervento proposto, rilevano i ricercatori, "è sicuro, sostenibile e a basso costo, e potrebbe entrare a far parte dei percorsi assistenziali standard delle pazienti operate per tumore del seno».