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Laura Cuppini

Al congresso dell'American Society of Clinical Oncology i risultati di un lavoro mostrano come alcuni pazienti oltre i 40 anni con carcinoma mammario ormono-sensibile non traggano beneficio dalla chemio

Alcuni pazienti, donne e uomini, con diagnosi recente di tumore al seno possono evitare di sottoporsi alla chemioterapia grazie ai test genetici, risparmiando effetti collaterali non necessari e senza aumentare il rischio di recidiva. Lo conferma uno studio dell'University College di Londra (OPTIMA, Optimal personalised treatment of early breast cancer using multi-parameter analysis), presentato al congresso dell'American Society of Clinical Oncology (Asco) in corso a Chicago.

La chemioterapia viene regolarmente offerta alle persone con tumore al seno in fase iniziale diffuso ai linfonodi vicini, poiché riduce il rischio di recidiva. Sebbene sia generalmente efficace, molte pazienti con il tipo più comune di tumore al seno, quello ormono-sensibile, possono trarre scarso o nessun beneficio dalla chemio, pur subendo effetti collaterali pesanti. Sono dunque preziosi i test di espressione genica, già utilizzati, in grado di supportare le decisioni relative alla chemioterapia nelle donne con carcinoma mammario iniziale.