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Cure sempre più all’avanguardia ed approcci di frontiera stanno rivoluzionando l’oncologia, portando risultati inimmaginabili fino a pochi anni fa. Ma questo "tsunami terapeutico" sta anche mettendo gli oncologi di tutto il mondo dinanzi ad un nuovo, grande scoglio: il "rebus" degli effetti collaterali delle nuove cure e la necessità di imparare a riconoscerli e trattarli con tempestività. Che questo punto rappresenti una forte preoccupazione per gli specialisti lo si percepisce chiaramente al congresso della Società americana di oncologia clinica (ASCO), l’appuntamento mondiale più importante del settore, dove un’intera sessione affronta proprio questo problema.L'evoluzione delle terapie e i nuovi profili di tossicità
Negli ultimi 20 anni l’oncologia ha beneficiato di una proliferazione di nuove terapie sistemiche che possono trattare il cancro con modalità prima impossibili. Tuttavia questi trattamenti, spiegano gli esperti, hanno dei profili di tossicità molto diversi dalla tradizionale chemioterapia. Le nuove terapie inducono cioè nuovi effetti collaterali, alcuni dei quali possono manifestarsi anche dopo la cessazione della cura o essere molto pericolosi. Un riconoscimento ritardato o una gestione inadeguata di questi effetti collaterali «può aumentare - avvertono - condizioni di malattia e mortalità».









