di
Vera Martinella
Nuovo farmaco aggiunto alla terapia standard per sperare di guarire pazienti operati per un carcinoma in stadio avanzato oppure ancora localizzato ma aggressivo, che ha molte probabilità di ripresentarsi
Non è un caso se lo studio PROTEUS è stato incluso fra le novità principali presentate a Chicago durante il congresso dell'American Society of Clinical Oncology (Asco) edizione 2026. I suoi risultati, infatti, promettono di cambiare l'attuale terapia standard per gli uomini con un carcinoma alla prostata ancora localizzato ma aggressivo, che ha molte probabilità di ripresentarsi, oppure con una neoplasia che viene scoperta in uno stadio già avanzato.L'obiettivo di PROTEUS era mettere a punto una nuova strategia che consenta di guarire persone che vengono operate per questi tipi di tumore. Come? Intensificando la cura, aggiungendo un farmaco di nuova generazione (apalutamide) alla terapia standard.«I risultati indicano che per le persone con carcinoma prostatico localizzato ad alto rischio, il trattamento con apalutamide e terapia di deprivazione androgenica insieme alla chirurgia potrebbe ritardare o prevenire il peggioramento della malattia, con pochi effetti collaterali aggiuntivi, meglio di terapia di deprivazione androgenica e chirurgia (l'attuale trattamento standard)» dice Alberto Briganti, Ordinario di Urologia presso l’Università Vita-Salute e direttore del Programma di Chirurgia Robotica del Dipartimento di Urologia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano.












