Il giorno dopo la Giornata mondiale contro il cancro, restano le storie. Quelle di chi sta affrontando una diagnosi, di chi è in cura, di chi aspetta una risposta dalla ricerca. Restano le domande che accompagnano pazienti e famiglie ogni giorno: Ci sono nuove possibilità? Quanto può cambiare il mio futuro? È proprio in questo spazio fragile, fatto di attesa e speranza, che arriva una notizia che ha un peso reale. Negli ultimi dieci anni, in Italia, i decessi per cancro sono diminuiti del 9%. Non è solo una percentuale: è il segno concreto di vite che hanno avuto più tempo, di percorsi di cura che hanno fatto la differenza, di una scienza che ha iniziato a trasformare la prognosi in prospettiva. In questo contesto si inserisce la decisione dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) di approvare la rimborsabilità di pembrolizumab in tre nuove indicazioni, che si aggiungono alle 25 già disponibili. Un ampliamento che ha un impatto diretto sulla pratica clinica in tre neoplasie ad alto bisogno: il tumore della cervice uterina, quello dell’endometrio e dell’urotelio.
Tre nuove indicazioni che cambiano la pratica clinica
Nel tumore della cervice uterina, il rischio di morte è stato ridotto del 43% nelle pazienti in stadio III-IVA secondo la classificazione FIGO 2014. Nel carcinoma dell’endometrio, il rischio di progressione della malattia è diminuito del 66%. A questi risultati si aggiunge il carcinoma uroteliale non resecabile o metastatico, dove il rischio di morte è stato ridotto del 49% e la sopravvivenza globale mediana è più che raddoppiata rispetto alla chemioterapia. Aifa ha, inoltre, riconosciuto l’importante requisito di innovatività terapeutica ai nuovi regimi basati sull’immunoterapia con pembrolizumab nei tumori dell’endometrio e dell’urotelio.








