C’è andato ancora vicino, ma non è arrivata la vittoria per Gianmarco Garofoli al Giro d’Italia. Ci sta provando il ragazzo di Castelfidardo a mettere la ruota davanti a tutti nel mondo dei ‘grandi’. In attesa di alzare le braccia al cielo, mercoledì, nella 17esima tappa, da Cassano D’Adda ad Andalo, è arrivato un altro piazzamento nei dieci, un settimo posto, alla sua maniera. Entrando in una fuga da lontano. In una giornata dove non è mancato il sole, il caldo, la pioggia, le salite. E la battaglia. Garofoli dentro nella fuga di 27, dove esperienza e nomi non mancano, come i vari Ciccone e Caruso. Il giovane e volonteroso corridore fidardense, 23 anni, rimane davanti fino alla penultima salita. "C’erano dei buoni avversari davanti, eravamo veramente molto forti, tutti, alla fine ho mollato proprio sulla penultima salita, poi sull’ultima ho cercato di inseguire a tutta, li vedevo là davanti però la fatica è stata troppa". Per il ragazzo della Soudal Quick-Step è "sicuramente una tappa che mi ricorderò nel cuore e nelle gambe" scrive sui social alla fine della frazione. "Una bella emozione, tanti ricordi, tanta fatica, ma è bello pedalare sulle strade del Giro d’Italia. Era una tappa che avevo cerchiato, le motivazioni erano tante. Ci ho creduto fino alla fine ma non sono riuscito a rimanere davanti". Il Giro si chiuderà domenica e il professionista fidardense cercherà di farsi vedere ancora davanti, come fece anche l’anno scorso alla sua prima partecipazione alla corsa rosa.
Garofoli si esalta sulle strade della corsa rosa: "Le motivazioni sono davvero tante"
C’è andato ancora vicino, ma non è arrivata la vittoria per Gianmarco Garofoli al Giro d’Italia. Ci sta provando il...














