Damiano Caruso continua a pedalare contro il tempo. E, come spesso accade ai campioni silenziosi, riesce perfino a batterlo. Il corridore ragusano della Bahrain Victorious, classe 1987, sta vivendo un’altra edizione brillante del Giro d’Italia, confermandosi uno dei punti fermi del ciclismo italiano contemporaneo. Un “sempreverde” che, nonostante l’età e le fatiche accumulate in una carriera lunga e intensa, mostra una condizione fisica e mentale che molti atleti più giovani gli invidiano.
Caruso è uno di quei corridori che non hanno mai cercato i riflettori, ma che i riflettori finiscono per inseguire. La sua storia sportiva è fatta di costanza, disciplina e una capacità rara di reinventarsi stagione dopo stagione. Dopo il secondo posto al Giro 2021, che lo ha consacrato tra i grandi interpreti delle corse a tappe, il ragusano ha continuato a ritagliarsi un ruolo da protagonista, alternando prestazioni solide in salita a un lavoro prezioso per la squadra.
Anche in questo Giro, Caruso sta dimostrando di essere molto più di un gregario di lusso. Le sue accelerazioni in montagna, la lucidità tattica e la resistenza nelle tappe più dure raccontano di un atleta che non ha alcuna intenzione di rallentare. Ogni giorno si presenta al via con la stessa fame di sempre, quella che lo ha portato a diventare uno dei corridori più rispettati del gruppo.













